I cocktail a base di vino sono una scelta sofisticata e versatile per chi ama le bollicine e i sapori complessi. Sono ideali per chi desidera un’alternativa più leggera rispetto ai classici drink a base di liquori forti e offrono la possibilità di giocare con una varietà di ingredienti.
Vediamo i più famosi:
MIMOSA
Iniziamo con uno dei nostri preferiti, protagonista dei brunch americani (che noi adoriamo). il cocktail Mimosa. A base di succo d'arancia bionda appena spremuto e filtrato e spumante (la versione più chic prevede lo Champagne). E' ottimo abbinato a croissant, quiche o antipasti a base di frutta. La storia del Mimosa ha radici che risalgono agli anni 20 e 30 del novecento. La sua invenzione è spesso attribuita al Ritz Hotel di Parigi, dove venne creato come omaggio al fiore giallo Mimosa, simbolo della primavera e della Riviera francese.
KIR O KIR ROYAL
Il Kir è un cocktail a base di Cremant (o spumante metodo classico) e creme de Cassis, un liquore francese tradizionale che nasce dall'infusione di ribes nero e succo di ribes, senza l'aggiunta di aromi e coloranti. Di colore scuro con riflessi violacei, ha un caratteristico aroma di ribes nero. Il Kir Royal invece prevede l'utilizzo dello Champagne. Questo cocktail ha ha origini francesi e si dice che fosse il preferito del sindaco Kir durante il dopoguerra.
SANGRIA (ROSSA O BIANCA)
Un super classico spagnolo, a base di vino, spezie, frutta, zucchero e limone. Della Sangria esistono varie ricette, a seconda delle regioni. Comunemente la sangria viene realizzata con il vino rosso, mentre nella Catalogna viene creata con vini spumante o bianchi (sangria de cava). È ampiamente diffusa anche in Argentina e in Venezuela. In origine questa bevanda alcolica e dolce era servita tra i contadini spagnoli e portoghesi, i quali la denominarono con il nome sangria, per il colore simile per l'appunto al sangue (Sandria con vino rosso)
SPRITZ
A partire dall'Aperol Spritz, è uno dei cocktails più bevuti in tutto il mondo.
L'origine dello Spritz è riconducibile agli inizi dell'Ottocento, con l'usanza delle truppe dell'Impero austriaco di stanza in Italia di allungare il vino "Tocaj", attuale "Friulano" con acqua frizzante, per compensare quella da loro percepita come elevata gradazione alcolica.
Da qui l'origine del nome, che si vuole derivare dal verbo tedesco "spritzen", che significa "spruzzare", cioè compiere il gesto di allungare il vino con l'acqua frizzante. Tale usanza rimane viva in tutto il Friuli Venezia Giulia, dove il classico spritz è tuttora quello composto da vino, acqua frizzante e fettina di limone. La successiva evoluzione dello spritz si ebbe con la diffusione del sifone per l'acqua di Seltz, molto più gassata di quella classica. Tra gli anni venti e trenta del Novecento tra Venezia e Padova, si cominciò a creare una delle innumerevoli "varianti" la miscela dello spritz con del bitter. Infatti, in quel periodo, grazie al lavoro dei fratelli Pilla, era nato a Venezia il bitter Select e la tradizione di consumarlo allungato con soda o seltz. Nel frattempo i fratelli padovani Barbieri avevano creato l'Aperol, un altro bitter. Altri liquori usati possono essere il Cynar o la China Martini.
BELLINI
Il Bellini è un cocktail ufficiale IBA appartenente alla categoria degli sparkling, che significa "frizzante", a base di vino bianco frizzante, usualmente del Prosecco o dello spumante brut, e polpa fresca schiacciata di pesca bianca. È internazionalmente uno dei più noti cocktail italiani inventato da Cipriani a Venezia all'Harry's Bar durante una mostra del famoso pittore Giovanni Bellini. Da lui deriva il nome dello sparkling cocktail e non, contrariamente a quanto a volte si pensa, dal compositore Vincenzo Bellini. Una variante è il Rossini, a base di succo di fragole frullato.
Quale è il vostro preferito?